Questo mese è stato pubblicato un articolo sulla rivista specializzata “LAMIERA” con un intervista al titolare e queste sono state le domande poste dal giornalista:
Cosa rammenta di suo padre e quanto è stato importante per la sua esperienza lavorativa?
Mio padre amava il suo lavoro e mi ha trasmesso la passione per questo mestiere. Mi raccontava che il suo primo mobile, una scrivania, l’ha costruita interamente a mano, tagliando la lamiera con una forbice. Questa la dice lunga sulla sua abilità nel trattare il metallo.
Della ditta di allora cosa è rimasto?
Negli anni l’azienda si è sviluppata ed oggi è una realtà solida e organizzata in grado di realizzare qualsiasi prodotto in lamiera, sia in serie limitata che in larga scala. Dato che ci piace sperimentare, e soprattutto usare la fantasia, talvolta sposiamo questo straordinario materiale con altri come plastica, il legno e il cuoio creando originali proposte di design che seguiamo in tutto il loro ciclo di vita: dalla progettazione, allo sviluppo, alla produzione, trattamento superficiale e verniciatura compresi. Oggi la linea di mobili marchiata Mobilferro rappresenta solo il 20% della produzione; il 40% è assorbita, invece, dal settore del medicale, mentre il restante 40% trova sbocco in vari comparti, quali l’elettronica, la meccanica, l’illuminazione, ecc.
Qual è stata l’ultima novità che avete proposto sul mercato?
Sono due: una macchina laser e una linea di mobili per ospedali. Entrambe rappresentano esempi significativi della nostra identità perchè sono state interamente progettate da noi e realizzate integrando diversi materiali e tecnologie. La macchina laser, oltre che in medicina e nell’estetica del corpo, ha trovato anche spazio nel restauro di pitture antiche; la linea di mobili è stata apprezzata un pò in tutto il mondo: dall’Europa, ai paesi arabi, al Giappone.
Quali sono i vs punti di forza?
Esperienza e passione sono fondamentali per il successo di un’azienda; noi riteniamo di saper dare ai nostri prodotti anche un valora aggiunto rappresentato da creatività e fantasia. Doti che ci aiutano nella ricerca continua dell’innovazione, intesa soprattutto in termini di nuovi servizi, materiali, forme soluzioni. Oggi, ad esempio, stiamo lavorando su un’idea rivoluzionaria, collegata in qualche modo al primo mobile realizzato a mano da mio padre: una linea di prodotti da spedire al cliente smontata e che lo stesso, attraverso precise istruzioni, potrà facilmente costruire a casa eseguendo manualmente diverse operazioni, piegatura compresa.
Dove trovate l’ispirazione per le idee?
Amore per il proprio lavoro e desiderio di formazione e aggiornamento prefessionale. Credo molto nella formazione che per me significa anche dialogare con i dipendenti rendendoli partecipi di quanto accade in azienda. Li ho informati anche di questa intervista e so che ne saranno orgogliosi. Naturalmente è poi molto importante spingerli a partecipare a fiere, corsi, convegni, iniziative utili per accrescere la professionalità e stimolare la creatività. Per coltivare quest’ultima ritengo molto utile anche visitare una mostra d’arte: osservare cose belle arricchisce sempre la nostra vita e offre spunti di ispirazione.
A proposito di formazione, c’è un libro tecnico che non dovrebbe mancare nella libreria di un’azienda come la vostra?
Sicuramente il “Manuale di lavorazione della lamiera”, edito da Tecniche Nuove. Quando qualche anno fa è uscito mi sono detto: era ora che qualcuno ci pensasse. Mi hanno fatto tornare alla mente un altro importante testo che ha accompagnato i miei studi alle scuole superiori: il “Manuale del Perito Industriale”.
Cos’è per voi la qualità?
La massima qualità è espressa dal silenzio, nel senso che il silenzio dei nostri clienti per noi è sinonimo della loro soddisfazione.
Quante energie dedicate alla ricerca e sviluppo?
Se non dovessimo anche produrre ci piacerebbe dedicare tutto il nostro tempo alla ricerca e sviluppo. A questa attività è preposto un ufficio tecnico, molto ben strutturato considerate le dimensioni della nostra azienda, la quale collabora con un gruppo di designer esterni davvero in gamba che è cresciuto con noi imparando a conoscere e ad apprezzare la lamiera e le sue molteplici applicazioni.
E le macchine utensili, la tecnologia, che peso hanno nel vostro lavoro?
Le macchine sono fondamentali perchè ci permettono di concretizzare le nostre idee. In generale il livello tecnologico che hanno raggiunto soddisfa pienamente le nostre esigenze. L’ultima grande innovazione, senza dubbio è stato il laser. Ho solo un cruccio: le macchine italiane stanno progressivamente perdendo prestigio e questa è la conseguenza delle scarse risorse riservate alla ricerca. Mi spiace doverlo dire, ma a oggi tutti i miei impianti parlano lingue straniere.
Cosa vorreste ancora dalle macchine del futuro?
Più che dalle macchine vorremmo di più dai software, che sono un supporto alla produzione. Una soluzione che ci consentisse di ridurre solo del 10% i tempi di progettazione e modifica dei programmi, oggi pari al 50% dell’intero precesso produttivo, avrebbe un grosso impatto sui costi totali del prodotto. Spero che il mio desiderio non rimanga un’utopia perchè chi realizza i modellatori solidi non produce anche i macchinari per la lavorazione della lamiera.
