Steel-nouveau

23 aprile 2012

Design: essenziale l’ alleanza tra industria e artigiani

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L’ ultimo decennio è stato contraddistinto da un processo di internazionalizzazione e gli effetti della globalizzazione  si stanno manifestando inevitabilmente anche e soprattutto nel settore dello sviluppo del design.

Molte lavorazioni e cicli  produttivi manuali si stanno spostando  in nazioni con condizioni più favorevoli come Cina e India, ma fortunatamente l’Italia può vantare ancora una peculiarità che difficilmente può essere riprodotta: la sinergia tra industria e artigianato.

La collaborazione vincente tra produzione  e progettazione passa attraverso i “centri prototipi”, una sorta di laboratori artigianali interni alle industrie di riferimento e integrati direttamente nel ciclo industriale.

In questo contesto di collaborazione tra design e piccole e medie industrie, si è sviluppata una specifica tradizione italiana legata alla realizzazione di produzioni di piccole serie e/o serie numerate.

Queste quindi faranno da imprese “pilota” offrendo spunti innovativi che indicano alla “produzione dei grandi numeri” i nuovi percorsi merceologici e le nuove tendenze che di lì a breve si andranno ad affermare.

Da tutto ciò emerge che la produzione di prodotti di design in Italia è costituita da oggetti che in molti casi sono il risultato di esperienze specifiche e differenti oltre al connubbio insostituibile fra industria ed artigiani che vale il successo nel mondo del “made in Italy”.

4 aprile 2012

L’unione fa …..design

Filed under: Design&Art — Etichette: , , , , — redazionemobilferro @ 12:24

Il designer inglese Tom Dixon (www.tomdixon.net) e il costruttore tedesco di macchine utensili e sorgenti laser TRUMPF (www.it.trumpf.com) si sono uniti per un insolito progetto di design.

Per il Salone del Mobile di Milano, che si svolgerà a Milano dal 17 al 22 Aprile 2012, Tom Dixon ha progettato una sedia che ricorda il cofano della leggendaria Citroën 2CV. Questa viene creata con una punzonatrice TruPunch 3000, una pressa piegatrice TruBend 5130 e “firmata” con un marcatore laser TruMark.

Si potranno  visitare le fasi di creazione, progettazione e produzione della sedia concepita da Tom Dixon e realizzata con tecnologia TRUMPF. L’evento si svolge contemporaneamente alla fiera del mobile al salone MOST presso il padiglione ferroviario del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano che per l’occasione, e su richiesta di Tom Dixon, è stato dedicato alla settimana del design.

In allegato trovate l’indirizzo e gli orari del salone. Per una partecipazione gratuita non dimenticate di registrarvi sul sito www.mostsalone.com

Per ogni ulteriori informazioni  si può scrivere a marketing@it.trumpf.com

1 settembre 2011

Arredo urbano e acciaio inox

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Le attrezzature e i componenti destinati all’arredo urbano, hanno scopi che possono essere puramente di carattere estetico, di carattere funzionale o di entrambi.

Questo settore, unitamente a quello dell’edilizia, ha subito nell’ultimo ventennio una notevole evoluzione che è traducibile in poche significative cifre: all’inizio degli anni 90 il consumo di acciaio inox rappresentava circa il 5% del consumo totale di acciaio inossidabile italiano, oggi invece rappresenta il 10%.

Da evidenziare il suo utilizzo soprattutto  nell’arredo urbano e in qualunque area geografica a dimostrazione che questo materiale è idoneo a diversi ambienti più o meno aggressivi.

Inoltre l’applicazione ormai diffusa è da attribuire anche alle caratteristiche di durata del manufatto e di inalterabilità estetica anche in ambienti aggressivi quali possono essere quello costiero o di aree industriali.

Altri aspetti vantaggiosi sono quella della facile lavorabilità (deformazione plastica, finiture superficiali e asportazione di truciolo), elevata durabilità (resistenza alla corrosione, resistenza meccanica) oltre ad una facile componibilità (saldatura e sistemi di giunzione).

Da non dimenticare anche un aspetto molto importante legato alla manutenzione infatti a differenza degli anni precedenti dove si guardava soltanto al costo iniziale dell’opera, oggi sia i progettisti sia le amministrazioni devono fare i conti sulla base del ciclo di vita e l’acciaio inox grazie alle sue peculiarità risulta essere essere un materiale ideale per un contenimento dei costi. Non trascurabile che a fine del ciclo di vita del manufatto il materiale potrà essere completamente riciclato con un impatto ambientale significatemente ridotto.

DIVERSE TIPOLOGIE DI LOCALITA’:

Località rurali: si indendono quelle aree sostanzialmente non inquinate, lontane da scarichi atmosferici industriali e dalle zone costiere. L’AISI 304 non subisce attacchi sulle superfici esposte, è invece possibile un leggero cambiamento di colore della superficie riparata. Anche in questo caso una superficie liscia ha una migliore resistenza alla macchiatura e un programma di lavaggio regolare permette di mantenere la finitura. L’AISI 316 mantiene la sua finitura brillante sulle superfici lucidate. La superficie abrasa può subire una leggera opacizzazione.

Località urbane: si tratta di località residenziali, commerciali e con un grado di inquinamento medio-basso. L’ AISI 304 può subire una leggera opacizzazione, che può essere ridotta con lavaggi regolari. Anche in questo caso una superficie liscia da risultati migliori rispetto ad una superficie finita con mezzi abrasivi. L’AISI 316 reagisce bene in atmosfere urbane e subisce, al massimo, una leggera opacizzazione.

Località industriali: le località industriali sono quelle aree con inquinamento medio-alto, dovuto alla presenza di industrie pesanti.L’ AISI 304 presenta un attacco da moderato a elevato. Il 316 da invece buoni risultati  nella maggior parte delle atmosfere industriali, subendo solo una leggerezza opacizzazione o macchiatura, che può essere ridotta con dei lavaggi regolari.

Località marine: queste si intendono tutte quelle zone in cui è presente lo ione cloro. Ovvero quelle aree vicine alle coste, che rappresentano le condizioni più avverse per la quantità di soluzione salina  presente nell’ambiente. Il 304 ha generalmente buone prestazioni ma può subire gravi vaiolature. Il 316 è il tipo più idoneo.

13 aprile 2011

Appuntamento al Salone del Mobile di Milano

Filed under: Design&Art — Etichette: , — redazionemobilferro @ 11:53

Questa settimana si è aperto l’evento dell’anno per quanto riguarda l’arredo e il design e senza dover dover ribadire quelle che sono le cifre della manifestazione che ormai vengono snocciolate da tutti i mezzi di informazione, si può affermare che è un  appuntamento fondamentale per capire quelli che saranno le prossime tendenze.

Anche Mobilferro come da qualche anno a questa parte,  da il suo contributo di partecipazione realizzando prodotti per diverse aziende brianzole che presentano nuovi articoli o la rivisitazione di alcuni pezzi sul mercato già da qualche tempo.

Sempre a proposito di tendenze, sicuramente passeggiando fra gli stand, il Salone Satellite e i vari eventi/design disseminati per tutta la città di Milano, si possono notare interessanti nuove proposte, ma sicuramente a nostro parere sono un paio gli spunti che si potranno affermare nel prossimo futuro: l’utilizzo di un nuovo materiale di rivestimento, che per le sue caratteristiche è autoigienizzante e completamente antibatterico grazie agli ioni di argento che vengono inglobati (che  è stato possibile realizzare grazie alla ricerca sulle nanotecnologie) e il nuovo modo di concepire l’arredo per l’ufficio dove si porrà molta attenzione al benessere dei fruitori anche per aumentare la loro produttività.

Per ottenere questo risultato gli studi si sono concentrati su alcuni aspetti che possiamo qui riassumere:

-sedie multifunzionali che avranno approcci ergonimici inediti che accompagneranno meglio i movimenti dell’utilizzatore;

-arredi dinamici con piani di lavoro regolabili in altezza e postazioni configurabili in base alle attività  da dover svolgere e per facilitare anche i lavori di gruppo;

-luci variabili: utilizzo di sistemi che tengano conto del risparmio energetico e di autoregolazione per migliorare il comfort visivo;

-benessere acustico utilizzando elementi fonoassorbenti e schermature per ridurre il più possibile la riflessione delle onde sonore nell’ambiente di lavoro;

-qualità dell’aria: introduzione di sistemi intelligenti di riscaldamento e raffrescamento, utilizzo di piante che depurano l’aria oltre a diffusori di profumi naturali che consentono di sfruttare i benefici dell’aromaterapia.

Naturalmente invitiamo tutti a “farsi un giro” fra i diversi spazi dedicati all’evento per poter magari cogliere nuovi spunti e nuovi aspetti emozionali da poter magari trasferire, da fruitori di oggetti e sistemi, in diversi e più attuali comportamenti quotidiani.

Per informazioni di carattere  generale si può far riferimento al seguente sito: www.cosmit.it

22 giugno 2010

A proposito di design…

Filed under: Design&Art — Etichette: , , — redazionemobilferro @ 12:57

Mario Guagliano nella sezione “l’opinione” della rivista Lamiera scrive:

..”queste righe prendono spunto da una discussione che mi è capitato di sostenere di recente con due giovani svedesi, venute a Milano nell’ambito di uno dei programmi di scambio di studenti ormai molto popolari tra gli studenti di tutta Europa, iscrittesi a un corso da me tenuto. Sfogliando il loro curriculum, mi sono accorto che nel paese d’origine frequentavano uno dei corsi di laurea in design. Sorpreso, mi sono chiesto come mai, da una blasonata università svedese, venissero a Milano per frequentare un corso destinato agli studenti di ingegneria meccanica. Così ho fatto il curioso e ho rivolto direttamente a loro la domanda. Il colloquio che ne è derivato è stato molto divertente e formativo.

Mi sono reso conto, infatti, della loro familiarità con concetti più propriamente ingegneristici: non solo ergonomia, innovazione, creatività (da sempre cavalli di battaglia dei designer) ma anche design for assembly, design for manufacturing, time to market reduction e così via.

E non solo da un punto di vista qualitativo, ma anche a livello di formule in grado di quantificare il beneficio ottenibile attraverso l’impiego di questi approcci di progettazione. Per esempio, non confondevano il design for assembly con le regole di buona progettazione da sempre riportate nei manuali, ma sapevano anche confrontare, in termini di costo totale, l’incidenza della tecnologia di assemblaggio scelta. Insomma, dimostravano di avere una formazione orizzontale con connotati ingegneristici.

Stupito, ho ripreso in più occasioni il discorso e mi sono reso conto del fatto che in Svezia (e, forse più in generale, nei paesi del nord Europa), il ruolo del design e del designer è diverso da quello che viene attribuito in Italia.

Qui, la percezione che si ha del design e dei designer è diverso da quello che viene attribuito in Italia, forse non a livello accademico (dove ci sono dei colleghi che potrebbero, per  così dire, insegnare in Svezia), ma più frequentemente nelle aziende, è quella di uno strumento utile per dare maggiore valenza estetica al prodotto, rendendolo più appetibile. Ciò deriva probabilmente, dalla tradizione tipicamente italiana che associa il design alla moda, attribuendogli, conseguentemente, un valore relativo alla solo apparenza esteriore.

E, del resto, un designer (italiano) mi confermava che tante volte le aziende si rivolgono a lui solo per rinnovare l’aspetto esteriore del prodotto, sia esso una macchina utensile o un bene di largo consumo. Un tale modo di percepire e di utilizzare il design è, almeno a mio parere, fortemente riduttivo e di corto respiro: non si possono coprire con un telo delle carenze tecniche. In altri paesi il design è quello descritto dalle studentesse svedesi: uno strumento di valorizzazione estetica, ma ancor di più, uno strumento per la definizione di un prodotto innovativo, in grado di renderlo più competitivo grazie ad un miglior utilizzo delle tecnologie di ottenimento, a una riduzione dei componenti che lo costituiscono e, quindi, a una minor incidenza dei costi di  montaggio.

Insomma uno strumento a 360° per ridurre i costi di prodotto, grazie al quale, attraverso la riformulazione estetica di un bene, si raggiungono importanti economie di produzione. Uno strumento il cui punto d’arrivo è valorizzare le valenze tecnologiche di un bene attraverso la sua esteriorità. So che il mio è un punto di vista discutibile, che non tutti condivideranno. Altri sosterranno che posso aver ragione ma che il cambio di mentalità deve partire dal sistema educativo, e quindi dall’università. Ciò può essere vero, ma sicuramente una maggiore sensibilità delle aziende verso questo aspetto faciliterebbe il cambiamento. Ancor più, una maggiore collaborazioine e interazione tra i designer e i tecnici permetterebbe di ottenere delle sinergie con risultati importanti”.

Fonte: Rivista “Lamiera” maggio 2010 autore Mario Guagliano

4 maggio 2010

Piramide in Corten nel cuore della “Fiumara d’arte”

Filed under: Design&Art — Etichette: , , , — redazionemobilferro @ 12:00

“La piramide 38° parallelo” è l’ultima delle opere  inserite nel cuore della Fiumara d’arte ed è stata concepita dall’artista Mario Staccioli.

fonte:http//tifeoweb.it

E’ una realizzazione straordinaria, alta trenta metri in acciaio Corten, che dietro la sua imponenza racchiude una forte spinta alla spiritualità e alla riflessione dove gli uomini  possono interrogarsi e trovare delle risposte ai propri interrogativi.

piramide in corten

piramide in corten

Quindi, fuori un gigante dal colore rosso cangiante, dentro un’insieme di pietre disposte a spirale che si illuminano in un gioco di luci che trapelano dalle fessure lasciate intenzionalmente dall’artista.

L’opera sarà aperta una sola volta l’anno e avverrà il 21 giugno giorno del solstizio d’estate dove si rinnoverà un rituale nella quale le emozioni e la luce saranno i protagonisti.

All’interno del parco artistico,  fra l’altro uno dei più grandi al mondo, voluto nel 1986 dal padre fondatore Antonio Presti, vi sarà anche  la possibilità di accedere ad altre opere monumentali, che contribuiscono ad abbellire un comprensorio già ricco di fascino e suggestione.

29 marzo 2010

Roma: Orange Hotel, un progetto di benessere e design

Filed under: Design&Art — Etichette: , , , , , — redazionemobilferro @ 15:45
Orange Hotel Design - Roma

Il ristorante sul tetto (fonte immagine: http://www.orangehotelrome.com/)

Atmosfere coinvolgenti e rilassanti nel cuore di Roma: offre servizi  all’avanguardia ed una completa cura dei propri ospiti, che si concretizza a partire da arredi particolarmente curatidi tendenza.

Il benessere ed il comfort sono garantiti dai classici spazi dedicati al corpo, il palato è soddisfatto dai sapori della cucina tradizionale, presso il ristorante. Ma l’esperienza multisensoriale è completa solo grazie alla cura di ogni dettaglio.

Ecco allora che colori, l’arancio in particolare, accessori componenti d’arredo trasformano la semplice accoglienza in Hotel di design.

Non solo mobili, ma accostamento e reinterpretazione di classico e contemporaneo: sedie, armadi e suppellettili in stile Art Decò, provengono da mercati dell’usato e riprendono vita grazie a sapienti restauri. Un’atmosfera vintage anni ’60 colora e rende particolarmente ospitale e rilassante l’ambiente.

Ma la creatività all’Orange Hotel è soprattutto la cura del dettaglio e l’inedita sperimentazione dell’architettura di interni, con pezzi studiati e costruiti appositamente per questo luogo.

Orange Hotel Design

Supporto TV - Camere (fonte: www.orangehotelrome.com)

Un esempio? I supporti tv progettati e realizzati da Mobilferro: strutture lineari e funzionali per appendere alle pareti televisori a schermo piatto.

Il disegno high-tech si affianca alla sperimentazione materica: la lamiera è stata trattata con vernice trasparente, lasciando così in evidenza il colore del materiale stesso e tutti i segni di lavorazione, normalmente “nascosti” alla vista, come smerigliature e saldature.

19 febbraio 2010

L’acciaio che diventa arte: la Lancia di Luce di Arnaldo Pomodoro

Filed under: Design&Art — Etichette: , , , — redazionemobilferro @ 18:15
Lancia di Luce

Terni: la Lancia di Luce di Arnaldo Pomodoro (immagine: www.museiprovinciaterni.it)

L’acciaio è considerato, a ragione, un materiale protagonista nei più diversi settori: industriale, petrolifero, energetico, alimentare.

La disponibilità a basso costo e la varietà delle lavorazioni possibili, dalla Rivoluzione Industriale in poi, ne hanno decretato il successo.

Oggi, le tipologie d’uso messe a punto e perfezionate dai costanti progressi nel campo della metallurgia, prestano la duttilità di questo materiale anche al campo dell’arte.


La Lancia di Luce è un nome seducente per un’opera che esprime il riconoscimento dell’artista, Arnaldo Pomodoro, e di una città, Terni, alle acciaierie presenti sul territorio.

La complessa realizzazione dell’imponente obelisco, (30 metri d’altezza, divisi in quattro sezioni), è stata possibile grazie alla partecipazione ai lavori, ai suggerimenti e agli sforzi di produzione del settore fonderie delle acciaierie stesse.

Il risultato? Un’opera che domina lo spazio circostante, in grado di raccontare il legame che unisce la città e le acciaierie, la produzione industriale e l’ingegno umano.

Un esempio sporadico? Niente affatto!

Guarda cosa succede a Napoli, nelle stazioni del metrò:

La lattina riciclabile e il famoso oggetto di design (ovvero dove finiscono gli scarti dell’alluminio?)

Filed under: Design&Art — Etichette: , , , , , — redazionemobilferro @ 16:52
“È sviluppo sostenibile quello in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”Alluminio. Manuale degli impieghi

Alutable by Denis Santachiara

Alutable by Denis Santachiara per Regenesi (Fonte immagine: http://www.regenesi.com/)

L’alluminio è un materiale dall’elevatissima attitudine al riciclaggio. Il metallo ottenuto dai processi di recupero ha infatti una qualità equivalente a quella del metallo primario, ottenuto dal minerale!

Vi siete mai chiesti dove finiscono i milioni di lattine di alluminio, che ormai tutti – educatamente – gettiamo nei cassonetti della raccolta differenziata?

O, dal punto di vista aziendale, dove finiscono gli scarti delle diverse fasi di produzione o lavorazione dell’alluminio?

Fino ad oggi i materiali di riciclo sono stati usati per confezionare parti di prodotti, spesso non direttamente visibili. Ma, se reinterpretati con compentenza e passione, eccoli in grado di dare vita ad esclusivi oggetti di design.

Un esempio? Gli  accessori per la tavola Alutable di Denis Santachiara. Ricavati da materiale riciclato e riciclabili, a loro volta, al 100%, sono oggetti del desiderio, belli e di tendenza. Ciotola da dessert, piatti da portata e postotavola sono stati presentati all’ultimo Salone del Mobile di Milano dall’azienda produttrice.

Guarda la video intervista al CEO di Regenesi:

Tema: Silver is the New Black. Blog su WordPress.com.

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